CILE
Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
L’articolo 1 della Costituzione della Repubblica del Cile del 1980 (modificata nel 2021) [1] afferma che tutte le persone nascono libere e uguali in dignità e diritti. La Carta riconosce la famiglia come «nucleo fondamentale della società» e tutela i «gruppi intermedi attraverso i quali si organizza e si struttura la società», garantendo loro l’autonomia necessaria per perseguire i propri scopi specifici. La Costituzione stabilisce inoltre che «lo Stato è al servizio della persona umana» e deve garantire a ogni individuo la possibilità di raggiungere «la massima realizzazione spirituale e materiale».
L’articolo 19, paragrafo 6, garantisce la «libertà di coscienza, l’espressione di qualsiasi credo e il libero esercizio di tutte le religioni che non siano contrarie alla morale, ai buoni costumi o all’ordine pubblico». Prevede inoltre che «le confessioni religiose possano edificare e mantenere templi e relative dipendenze», nel rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene. Gli stessi luoghi di culto «sono esenti da ogni tipo di imposta» se utilizzati esclusivamente per finalità religiose.
L’articolo 19 stabilisce anche che «i genitori hanno il diritto e il dovere preferenziale di educare i propri figli» (paragrafo 10), mentre la «libertà di insegnamento include il diritto di istituire, organizzare e mantenere istituzioni educative» (paragrafo 11).
In Cile, l’aborto è vietato in tutte le circostanze, salvo nei tre casi previsti dalla Legge n. 21.030 del 2017: (1) pericolo per la vita o la salute della donna; (2) patologia fetale incompatibile con la vita extrauterina; (3) gravidanza conseguente a stupro — consentita fino alla dodicesima settimana di gestazione, o fino alla quattordicesima se la vittima ha meno di 14 anni. Al di fuori di tali eccezioni, l’aborto è considerato un reato penale[2]. La normativa consente agli operatori sanitari e alle strutture mediche di invocare l’obiezione di coscienza[3]. Nel 2024, il Ministero della Salute ha chiesto alla Corte dei Conti di revocare il Decreto n. 22, nel tentativo di modificare la legge e imporre la presenza, in ogni ospedale, di un’équipe di professionisti non obiettori per garantire l’accesso alla procedura[4].
Il quadro normativo cileno garantisce la libertà religiosa a oltre 5.400 enti religiosi ufficialmente riconosciuti[5]. Ai sensi della Legge n. 19.638 del 1999, che disciplina il riconoscimento giuridico delle Chiese e delle organizzazioni religiose[6] , ogni gruppo può presentare domanda per ottenere lo status di ente senza scopo di lucro.
Il Ministero della Giustizia non può rigettare direttamente una richiesta di registrazione, ma può sollevare obiezioni entro 90 giorni qualora ritenga che l’istanza non soddisfi i requisiti legali previsti. In tali casi, i richiedenti dispongono di 60 giorni per fornire chiarimenti allo Stato a sostegno della propria domanda o per presentare ricorso in tribunale.
Lo Stato non può revocare la registrazione di un’organizzazione religiosa una volta approvata, se non mediante una sentenza definitiva emessa da un tribunale, nell’ambito di un processo avviato su richiesta del Consiglio di Difesa dello Stato, nei casi previsti (articolo 19 della Legge n. 19.638) [7].
La Chiesa Cattolica possiede personalità giuridica di diritto pubblico e mantiene un proprio status legale, senza che ciò implichi alcuna forma di trattamento preferenziale[8].
La Legge n. 19.638[9] vieta ogni forma di discriminazione fondata sulla religione. Essa sancisce la libertà religiosa e di culto, la libera scelta individuale e la protezione da ogni forma di coercizione. Ogni persona può quindi professare liberamente la religione di propria scelta ed esercitare il culto in pubblico o in privato, individualmente o collettivamente. Ha altresì il diritto di celebrare festività religiose o di partecipare a riti, così come di astenersene. Tale libertà include anche il diritto di abbandonare o cambiare religione.
I gruppi religiosi riconosciuti godono di autonomia in ambito educativo e possono istituire scuole, associazioni e altre organizzazioni[10]. A seguito della sentenza della Corte Interamericana dei Diritti Umani nel caso Pavez Pavez vs. Cile[11], il governo ha annunciato l’intenzione di modificare il decreto che regola l’insegnamento religioso, introducendo, tra le altre misure, l’obbligo del Certificato di Idoneità per gli insegnanti di religione[12].
Ai sensi della Legge n. 19.947[13] sul matrimonio civile del 2004, i matrimoni celebrati da enti religiosi legalmente riconosciuti possono ottenere pieno riconoscimento civile. Nel 2024, il termine per la conferma presso l’Ufficio di Stato Civile è stato esteso a 15 giorni, e la procedura può ora essere effettuata anche da un rappresentante delle parti contraenti[14].
La Legge n. 20.609[15], promulgata nel luglio 2012, vieta ogni forma di discriminazione arbitraria, così come qualsiasi esclusione o restrizione priva di giustificazioni ragionevoli che possa danneggiare o pregiudicare l’esercizio legittimo dei diritti fondamentali. Questo vale in particolare per i casi di discriminazione fondata su motivi quali razza, etnia o religione.
La legge ammette un’unica eccezione al principio di non discriminazione, considerando legittimo un trattamento differenziato nell’esercizio di altri diritti fondamentali, come la libertà di coscienza, di credo e di pratica religiosa[16]. Attualmente è in discussione un disegno di legge che mira a eliminare tale eccezione[17].
La Legge n. 21.394[18] , del novembre 2021, consente ai giudici della Corte Suprema di scegliere se prestare giuramento (dinanzi a un’autorità superiore) oppure rendere un’affermazione priva di connotazioni religiose.
L’articolo 30 della Legge n. 21.430 sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza[19] riconosce a ogni bambino e adolescente il diritto alla libertà religiosa, nonché il diritto a non professare alcuna religione o credo.
Nell’aprile 2022 è stata approvata una legge che prevede agevolazioni fiscali per le donazioni effettuate a organizzazioni senza scopo di lucro, incluse quelle attive in ambito religioso[20].
Nel gennaio 2023 sono stati pubblicati i regolamenti relativi alle cure palliative e ai diritti delle persone affette da malattie terminali o gravi, nei quali viene esplicitamente riconosciuto il diritto a ricevere assistenza spirituale o religiosa[21].
Nel settembre 2024, il governo cileno ha promulgato il Decreto n. 115, che ha introdotto modifiche sostanziali al quadro giuridico sull’insegnamento religioso nel sistema scolastico, intervenendo sul Decreto Supremo n. 924 del 1983[22].
Tra le principali novità, viene attribuito alla Sottosegretaria dell’Istruzione il potere di riesaminare ed eventualmente revocare il “Certificato di Idoneità” richiesto per l’insegnamento della religione, con un termine massimo di 30 giorni per concludere il procedimento. Inoltre, il nuovo assetto normativo elimina l’obbligo di presentare congiuntamente un titolo professionale e il certificato, modificando i requisiti formali per l’insegnamento religioso.
Di fronte a tali riforme, diverse organizzazioni religiose — in particolare la Conferenza episcopale del Cile e il Comitato nazionale per l’educazione evangelica — hanno presentato formali obiezioni all’Ufficio del Controllore Generale della Repubblica [23]. Secondo tali organizzazioni, il decreto viola principi costituzionali fondamentali, quali l’autonomia delle confessioni religiose, la libertà di educazione e il pluralismo religioso. Le principali preoccupazioni riguardano l’indebita interferenza dello Stato negli affari interni delle confessioni, l’alterazione del significato e della portata del Certificato di Idoneità, e le maggiori difficoltà nel mantenere principi dottrinali ed etici coerenti con le rispettive tradizioni religiose[24].
Tra le principali modifiche introdotte, il Sottosegretariato all’Istruzione assume la competenza di riesaminare e, se necessario, revocare il «Certificato di idoneità» richiesto per l’insegnamento della religione, con un termine massimo di 30 giorni per concludere il procedimento. Il nuovo quadro normativo, inoltre, sopprime l’obbligo di presentare congiuntamente un titolo professionale e il certificato, modificando così i requisiti formali richiesti per poter insegnare religione[25].
Episodi rilevanti e sviluppi
Nel marzo 2023, la Conferenza episcopale del Cile ha espresso preoccupazione per l’espansione della criminalità organizzata e del traffico di droga[26], nonché per il crescente livello di violenza[27], criticando al contempo l’assenza di una politica migratoria efficace[28].
Gli attacchi incendiari contro luoghi di culto, in particolare nella regione meridionale dell’Araucanía, sono proseguiti durante il periodo di riferimento. Le principali vittime sono state le cappelle situate in aree rurali, spesso colpite nelle prime ore del mattino. In diversi casi sono stati rinvenuti messaggi contenenti richieste di liberazione di detenuti politici Mapuche, popolazione indigena originaria della zona[29].
I luoghi colpiti erano utilizzati non solo da comunità cattoliche ed evangeliche locali, ma anche da consigli di quartiere, gruppi di anziani e organizzazioni territoriali[30].
L’anno 2023 è stato particolarmente segnato dalle violenze. Nel mese di marzo, la cappella cattolica di Nuestra Señora de los Rayos, nei pressi di Victoria, è stata distrutta da un incendio doloso[31], così come la Cappella del Sacro Cuore di Gesù nel settore Amanza. Entrambi gli episodi sono stati rivendicati dalla Resistenza Mapuche di Malleco[32]. In seguito agli attacchi, la diocesi di Temuco ha lanciato un appello alla «non violenza»[33].
Nel giugno 2023, un attacco incendiario ha distrutto la Cappella di Santa Teresa de Los Andes nella comunità di Chihuimpilli (municipio di Quepe, diocesi di Villarrica)[34]. Un altro incendio ha colpito la Cappella cattolica di Alto Quino, nel municipio di Curacautín, anch’esso rivendicato dalla Resistenza Mapuche di Malleco[35].
Nel mese di agosto, sono stati incendiati la Cappella di Santa María del Camino a Vivilco (Cañete)[36] e un luogo di culto della comunità mapuche di Aniñir, nel municipio di Traiguén[37].
Nel settembre 2023, la Corte d’appello di Temuco ha accolto il ricorso presentato da detenuti mapuche che denunciavano restrizioni alle loro pratiche religiose e culturali[38]. A dicembre dello stesso anno, la Corte d’appello di Santiago ha autorizzato un ospedale a somministrare cure mediche salvavita, incluse trasfusioni di sangue, a un minore la cui madre, appartenente ai Testimoni di Geova, si era opposta[39].
Si sono inoltre verificati atti di vandalismo legati al conflitto israelo-palestinese. Nell’ottobre 2023, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Calbuco, risalente al XVII secolo, è stata imbrattata con scritte pro-Palestina[40]. Slogan pro-Palestina e di matrice antisemita sono apparsi anche sulla facciata di una sinagoga a Concepción[41].
Nell’aprile 2024, alcuni imputati sono stati condannati per atti di incendio e vandalismo contro luoghi di culto commessi durante le proteste sociali dell’ottobre 2019. In particolare, l’autore dell’incendio alla Chiesa di San Francesco Borgia, nel centro di Santiago, è stato condannato a 10 anni di reclusione[42]. Il 1° ottobre dello stesso anno, un tribunale ha ordinato allo Stato di risarcire con circa tre milioni di dollari la Parrocchia dell’Assunzione, anch’essa a Santiago, per «mancata protezione e prevenzione» e per «inadempienza del dovere di servizio» da parte dello Stato[43].
Nel mese di ottobre 2024, la Chiesa di San Francesco nella città di Iquique (regione di Tarapacá), una delle più antiche del Paese, è stata incendiata. Il delegato presidenziale regionale ha dichiarato che l’edificio era stato «completamente distrutto, una catastrofe per la regione». La polizia ha aperto un’indagine sull’attacco[44].
Nel biennio di riferimento, sono stati introdotti numerosi provvedimenti legislativi e istituzionali che hanno inciso su questioni relative alla religione e ai gruppi religiosi. Nel marzo 2023 è stato presentato un disegno di legge volto a contrastare esplicitamente l’antisemitismo[45]; nell’aprile dello stesso anno, con il sostegno delle autorità locali, l’Ufficio Nazionale per gli Affari Religiosi ha istituito il Consiglio Interreligioso Municipale di Puerto Montt[46], con l’obiettivo di promuovere comunità più coese. Un anno dopo, nell’aprile 2024, è stato depositato un ulteriore disegno di legge volto a introdurre l’obbligo del consenso esplicito dei genitori per la partecipazione dei figli alle lezioni di educazione sessuale a scuola[47].
Nel maggio 2024, le autorità governative hanno inaugurato la chiesa e il convento restaurati di San Francesco a Valparaíso, edificati nel 1864 e in seguito distrutti da un incendio. I lavori di restauro, realizzati con fondi pubblici, sono stati presentati come un impegno dello Stato per la salvaguardia del patrimonio culturale nazionale a beneficio delle future generazioni[48].
Nel settembre 2024, in occasione delle celebrazioni per le Feste della Patria, il Presidente cileno Gabriel Boric ha partecipato al tradizionale Te Deum ecumenico presso la Cattedrale Metropolitana[49], nonché al Te Deum evangelico celebrato nella Chiesa Pentecostale Metodista di San Bernardo. In tale occasione, ha espresso gratitudine per le preghiere dedicate annualmente al Paese, dichiarando: «Quello che accade qui fa bene»[50].
Il 30 ottobre, in occasione della Giornata delle Chiese evangeliche e protestanti[51], il Presidente ha pubblicamente ringraziato tali comunità per il contributo offerto alla società. Nella stessa data, nella città di Pitrufquén, è stato inaugurato un monumento commemorativo in onore della Bibbia, alla presenza di pastori, autorità locali e membri della comunità[52].
Nel novembre 2024, Papa Francesco ha presieduto la commemorazione del 40° anniversario del Trattato di Pace e Amicizia tra Cile e Argentina, firmato con la mediazione di Papa Giovanni Paolo II. Alla cerimonia ha partecipato anche il Ministro degli esteri cileno[53].
Nel corso del biennio si sono registrate alcune tensioni tra le autorità cilene e la comunità ebraica. Sebbene vi siano stati segnali positivi – tra cui il disegno di legge sull’antisemitismo presentato nel marzo 2023 e l’avvio di un progetto educativo digitale promosso dalla Lega Antidiffamazione (ADL) per sensibilizzare gli studenti delle scuole secondarie[54] – l’assenza del Presidente Boric dalle celebrazioni pubbliche di Hanukkah, sia nel 2023 sia nel 2024, ha suscitato critiche[55]. I rappresentanti della comunità ebraica hanno accusato il governo di «discriminazione e abuso»[56].
Un’ulteriore controversia è sorta in seguito alla protesta di alcuni parlamentari contro l’installazione, sul lungomare di Puerto Montt, di una grande menorah di Hanukkah. Le autorità hanno chiarito che la struttura, temporanea, era stata eretta su richiesta del Consiglio dei Pastori Evangelici della città[57]. Un senatore ha definito la menorah un «simbolo di morte», suscitando la ferma reazione della comunità ebraica, che ha denunciato l’episodio come «uno dei più gravi atti di intolleranza e disprezzo nei confronti della libertà religiosa»[58]. Il senatore ha successivamente ritirato le proprie dichiarazioni[59].
Tali polemiche hanno portato, nel marzo 2025, a un incontro tra il Sottosegretario agli Affari Esteri e il presidente della Comunità Ebraica cilena[60]. In tale occasione, il governo ha ribadito il proprio impegno a promuovere la libertà religiosa e a contrastare ogni forma di discriminazione, definendola «una sfida costante per i governi di tutto il mondo»[61].
Nel corso del 2024, la Tavola Rotonda Ampliata delle Entità Evangeliche ha manifestato la propria opposizione a diversi disegni di legge volti a legalizzare l’aborto su richiesta e l’eutanasia[62]. La comunità Williche Maikolpi Mapuche ha richiesto a una comunità evangelica, coinvolta in una disputa territoriale, di astenersi dal celebrare funzioni religiose su un terreno che ritiene di sua proprietà[63]. Inoltre, in una dichiarazione congiunta, le principali confessioni religiose del Paese si sono espresse contro il riconoscimento, da parte del Ministero della Giustizia, del “Tempio di Satana” come entità religiosa[64].
Ampio dibattito è stato suscitato dalla scelta della canzone designata a rappresentare il Cile al Festival della Canzone di Viña del Mar, ritenuta offensiva dalla comunità cristiana per il contenuto del testo e del videoclip[65]. Un’ulteriore controversia è derivata dalla decisione di alcune aziende di mantenere l’attività lavorativa durante il Venerdì Santo, giornata tradizionalmente riconosciuta come festività nazionale. L’arcivescovo cattolico di Santiago, monsignor Fernando Chomalí, ha dichiarato che tale decisione ha rappresentato una violazione del diritto a professare liberamente la propria fede[66].
Prospettive per la libertà religiosa
Gli atti di violenza contro i luoghi di culto, in particolare nella regione dell’Araucanía, continuano a destare forte preoccupazione. Gran parte di tali attacchi si verifica in aree rurali abitate dalla comunità mapuche, prevalentemente cristiana. Il conflitto, legato a rivendicazioni storiche di tipo territoriale, ha assunto toni sempre più violenti, con possibili connessioni al narcotraffico e alla criminalità organizzata. Oltre alle chiese, vengono spesso presi di mira anche mezzi pesanti e attrezzature agricole, con frequenti episodi di furto di legname. Sebbene il governo, con il sostegno del Congresso, abbia mantenuto la legge marziale nelle province dell’Araucanía e del Bío Bío[67] per tre anni consecutivi, tali misure non sono riuscite a contenere l’escalation di violenza.
Un segnale positivo è rappresentato dal ruolo attivo della magistratura nel tutelare la libertà religiosa e nel perseguire penalmente i responsabili delle violazioni. Tuttavia, gli attacchi incendiari contro i luoghi di culto dimostrano che tale diritto continua a essere minacciato. Alla luce di questi elementi, le prospettive per la libertà religiosa in Cile richiedono un monitoraggio costante.
Fonti