COLOMBIA
Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
L’articolo 1 della Costituzione della Colombia[1] definisce il Paese come uno Stato di diritto e stabilisce che la Repubblica è «democratica, partecipativa e pluralista, fondata sul rispetto della dignità umana, sul lavoro e sulla solidarietà delle persone che ne fanno parte, e sulla preminenza dell’interesse generale».
La libertà di coscienza e di religione è riconosciuta come diritto fondamentale agli articoli 18 e 19 della Costituzione, ed è stata ulteriormente disciplinata dalla Legge n. 33 del 1994 sulla libertà di religione e di culto[2].
Secondo la Corte Costituzionale, massimo organo giurisdizionale per la tutela dei diritti fondamentali, la libertà di coscienza è garantita in quanto nessuno può essere molestato o perseguitato a causa delle proprie convinzioni, né costretto a rivelarle o ad agire contro la propria coscienza. La Corte ha tuttavia chiarito che questo diritto non è assoluto, ma incontra limiti derivanti dal rispetto dei diritti altrui. Ad esempio, un paziente non può pretendere un trattamento clinicamente inappropriato, in particolare se ciò comporta rischi per la sua vita o contrasta con le convinzioni professionali ed etiche del medico curante[3].
Pur essendo strettamente connessi, in Colombia i diritti alla libertà di coscienza e alla libertà religiosa sono considerati distinti[4].
L’articolo 13 della Costituzione vieta ogni forma di discriminazione, inclusa quella basata sulla religione, mentre gli articoli 201-203 del codice penale sanzionano le violazioni della libertà religiosa[5].
L’articolo 19 della Costituzione stabilisce che «tutte le confessioni religiose e le Chiese sono ugualmente libere davanti alla legge». A sostegno di questo principio, il Ministero dell’Interno ha introdotto la Legge n. 437 del 2018, che istituisce una «Politica pubblica integrale sulla libertà religiosa e di culto»[6]. Successivamente, nel febbraio 2022, è stata promulgata la Legge n. 2200, che obbliga i dipartimenti (regioni) a promuovere e implementare politiche volte a garantire la libertà di coscienza e religiosa nei rispettivi territori (articolo 4)[7].
I rapporti tra la Colombia e la Santa Sede sono regolati dal Concordato firmato nel 1973[8], che disciplina le relazioni tra il Nunzio Apostolico e l’Ufficio per gli Affari Religiosi del Ministero dell’Interno, quest’ultimo competente anche per il riconoscimento giuridico delle confessioni religiose non cattoliche[9].
L’articolo 68 della Costituzione riconosce il diritto dei genitori a scegliere l’educazione dei propri figli e stabilisce che nelle scuole statali nessuno può essere obbligato a ricevere insegnamenti religiosi. L’insegnamento della religione negli istituti scolastici è regolato dalla Legge n. 4500 del 2006[10].
Nel luglio 2022, il Consiglio di Stato ha respinto una richiesta di annullamento di un decreto che, secondo i ricorrenti, avrebbe violato la libertà di religione e di credo rendendo obbligatoria l’educazione religiosa in tutte le scuole[11].
L’articolo 42 della Costituzione riconosce gli effetti civili dei matrimoni religiosi. Nel 2023 tale riconoscimento è stato esteso a otto organizzazioni religiose, alle quali è stato inoltre consentito di impartire insegnamenti conformi alla propria dottrina e di fornire assistenza religiosa in ospedali, carceri e forze armate[12].
La Legge n. 2294 del 2003, relativa al Piano Nazionale di Sviluppo, ha introdotto un nuovo patto sociale per la pace. Il piano prevede la creazione di un Sistema Nazionale per la Libertà di Religione, Culto e Coscienza, che coinvolge enti pubblici e privati con l’obiettivo di sviluppare e attuare politiche in materia di libertà di religione, culto e coscienza[13].
Episodi rilevanti e sviluppi
Durante il periodo in esame si sono registrati diversi casi di omicidio o tentato omicidio di leader religiosi, anche se alcuni di essi sembrano riconducibili a tentativi di rapina piuttosto che a persecuzioni di natura religiosa[14]. Padre Javier González Pertuz è stato trovato morto in circostanze insolite[15]; un uomo ha confessato l’omicidio di padre Darío Valencia Uribe, scomparso cinque mesi prima[16]; padre Ramón Montes Peinado è stato accoltellato e investito da alcuni aggressori, che in seguito gli hanno rubato l’auto[17].
Verso la fine del 2024, il pastore evangelico Marlon Yanmith Lora è stato assassinato insieme a membri della sua famiglia. L’episodio ha avuto vasta eco nazionale e ha suscitato profonda indignazione. Tra le reazioni più significative vi è stata quella del presidente Gustavo Petro, che ha dichiarato: «Un’intera famiglia è stata massacrata ad Aguachica. Chiedo alla Polizia Nazionale Colombiana di mettere in campo tutte le risorse necessarie per identificare e portare davanti alla giustizia i responsabili di questo crimine»[18]. La Confederazione Evangelica ha denunciato l’omicidio, sottolineando che potrebbe essere collegato al suo ministero pastorale e richiamando l’attenzione sul fatto che altri leader religiosi sono stati perseguitati e minacciati[19].
Padre Ramón Arturo Montejo Peinado, parroco di San José a Buenavista, è stato ucciso durante una rapina il 4 giugno 2024[20]. Nel gennaio 2025 è stato assassinato un altro pastore evangelico, Iván Darío García González, di soli 29 anni[21]. Il vice procuratore per i diritti umani, Javier Sarmiento, ha commentato che l’omicidio del pastore rappresenta uno dei molti casi che mostrano i rischi connessi all’esercizio del ministero religioso, un ruolo che, a suo avviso, svolge una funzione cruciale nella promozione della coesione sociale e dei valori comunitari[22].
Si è registrato anche un caso di violenza sessuale ai danni di una monaca di clausura. La Conferenza dei Religiosi della Colombia ha condannato l’episodio, definendolo un atto «che viola la dignità delle donne e, ancor di più, di una religiosa»[23].
Sono stati inoltre riportati diversi episodi di vandalismo: delle scritte blasfeme su chiese nella città di Popayán durante la Marcia per la Giornata Internazionale della Donna[24]; la profanazione di alcune immagini sacre con oltre cento anni di storia nel dipartimento di Antioquia[25]; il furto di un ostensorio e della corona della Vergine Maria nella diocesi di Cúcuta[26]; la sottrazione di pissidi contenenti ostie consacrate nella Cappella di San Giovanni Paolo II della diocesi di Yopal; delle minacce a un sacerdote durante la celebrazione della Messa[27] e, infine, almeno tre casi[28] di estorsione ai danni di sacerdoti avvenuti nel corso del 2023[29].
Nell’ottobre 2024, l’Ufficio del Difensore Civico ha segnalato un incremento del 31 percento delle violazioni della libertà religiosa tra il 2023 e il 2024. Le categorie con l’aumento più marcato sono state la discriminazione nei confronti di Chiese e comunità religiose e le minacce di morte rivolte a leader religiosi. In particolare, il numero delle minacce di morte è aumentato del 50 percento, passando da quattro casi nel 2023 a otto nel 2024[30].
Nel periodo di riferimento, il governo[31] ha riaffermato il proprio impegno a favore della libertà religiosa[32] attraverso una serie di iniziative, tra cui incontri con le comunità di fede[33], la creazione di un Sistema Nazionale di Libertà Religiosa[34], la commemorazione della Giornata Nazionale della Libertà Religiosa e di Culto[35] e la promozione della partecipazione e del dialogo pubblico in tale occasione[36], con l’obiettivo di rafforzarne la rilevanza[37]. Parallelamente, ha concluso accordi che consentono alle Chiese di stipulare contratti con lo Stato[38] e ha avviato progetti di co-finanziamento con il settore religioso[39].
Tuttavia, il governo del presidente Gustavo Petro ha presentato un disegno di legge per la “umanizzazione delle politiche penali”, che prevede la depenalizzazione di alcune violazioni della libertà religiosa, come l’interruzione delle cerimonie e il danneggiamento di oggetti sacri[40].
Nell’ottobre 2023, il presidente Petro ha paragonato i bombardamenti israeliani contro i palestinesi ai crimini nazisti e la Striscia di Gaza a un campo di concentramento come Auschwitz. Le dichiarazioni hanno suscitato forti proteste da parte della comunità ebraica[41].
L’Ufficio del Difensore Civico ha rivolto un appello al rispetto della libertà di religione e di culto[42], promuovendo un seminario sulle relative violazioni[43] e sottolineando l’urgenza di programmi di protezione mirati per i leader religiosi minacciati[44].
In ambito sanitario, una circolare diffusa dall’Autorità Sanitaria ha stabilito che il diritto dei medici all’obiezione di coscienza in materia di aborto non può pregiudicare i diritti fondamentali delle donne che scelgono di interrompere la gravidanza, imponendo agli obiettori l’obbligo di indirizzare le pazienti verso un collega disponibile ad effettuare tali procedure. La stessa circolare ha inoltre autorizzato le minorenni ad abortire senza il consenso dei tutori legali[45].
Le autorità locali hanno espresso apprezzamento per la libertà religiosa e promosso politiche volte a garantirne l’effettivo esercizio[46]. In alcune giurisdizioni è stata istituzionalizzata la Giornata della Libertà Religiosa[47], sottolineando come la cooperazione con il settore religioso contribuisca al rafforzamento del tessuto sociale[48].
Nel solo consiglio comunale di Armenia, nei primi quattro mesi del 2024 sono stati esaminati venti casi di presunte violazioni della libertà religiosa, riguardanti soprattutto gruppi che contestavano l’obbligo di pagare imposte da cui ritenevano di dover essere esentati[49].
Anche la magistratura ha affrontato diverse controversie inerenti alla libertà religiosa. La Corte Suprema ha confermato gli arresti domiciliari per un vescovo accusato di aver ritardato la consegna di documenti relativi a casi di abusi sessuali su minori a un giornalista, al quale l’accesso era stato autorizzato da un’ordinanza del tribunale[50]. Il caso, che coinvolge più diocesi, è stato successivamente sottoposto alla Corte Costituzionale[51], che nel maggio 2025 ha riconosciuto il diritto dei giornalisti a richiedere e ottenere informazioni riguardanti sacerdoti cattolici coinvolti in casi di abuso[52].
Sempre la Corte Costituzionale ha ordinato la rimozione di una statua della Vergine Maria dagli uffici del Dipartimento del Traffico di Floridablanca, ritenendo che violasse il principio di neutralità dello Stato in materia religiosa[53]. Dopo anni di ricorsi, anche la Corte Suprema ha accettato di rimuovere un crocifisso dalla propria aula[54]. Un tribunale d’appello di Bogotá ha inoltre ordinato a un sacerdote, appartenente a una congregazione religiosa e alla cappellania militare, di chiedere pubblicamente scusa per abusi sessuali e di risarcire le vittime; tuttavia, il sacerdote, la congregazione e la cappellania hanno rifiutato di ottemperare alla decisione[55].
Nel mese di aprile 2024, una commissione disciplinare giudiziaria ha sanzionato con quindici anni di interdizione Ramiro Eliseo Flórez Torres, giudice di Cartagena, per essersi rifiutato di celebrare un matrimonio tra persone dello stesso sesso[56].
Infine, la Corte Costituzionale ha ordinato a una scuola di eliminare i contenuti dottrinali cattolici dal programma di educazione religiosa, imponendo un approccio neutrale all’insegnamento della materia. La Conferenza episcopale ha espresso forte preoccupazione, sottolineando che la causa originaria verteva sul diritto all’esonero dall’insegnamento religioso e non sulla rimozione dei contenuti confessionali, e ha denunciato che la sentenza ha finito per ignorare la Costituzione, i trattati internazionali e la legislazione vigente.
Con un’altra sentenza, la Corte Costituzionale ha ordinato a una scuola di eliminare i contenuti dottrinali cattolici dal programma di educazione religiosa, imponendo un approccio neutrale all’insegnamento della materia[57]. La Conferenza episcopale colombiana ha espresso forte preoccupazione, sottolineando che la causa originaria verteva sul diritto all’esonero dall’insegnamento religioso e non sulla rimozione dei contenuti confessionali, e ha denunciato che la sentenza ha finito per ignorare la Costituzione, i trattati internazionali e la legislazione vigente[58].
La Corte Costituzionale ha confermato che un’università ha il diritto di non finanziare gruppi religiosi, ribadendo l’obbligo di agire secondo il principio di laicità[59]. In un altro caso, la stessa Corte ha accolto la richiesta di una donna detenuta che aveva domandato assistenza per la sepoltura del figlio secondo il rito cattolico delle esequie[60]. Un tribunale civile di Medellín ha inoltre ordinato all’ufficio del sindaco di El Retiro di astenersi dallo svolgere attività religiose nei propri locali[61]. La Corte Costituzionale ha anche imposto al Ministero della Salute di aggiornare le norme sull’eutanasia per i pazienti non terminali, sollecitando il Congresso ad approvare una legge specifica che disciplini la materia e includa le disposizioni sull’obiezione di coscienza del personale sanitario[62].
In risposta a tale richiesta, una commissione del Senato ha approvato un testo che regolamenta l’accesso all’eutanasia, riconoscendo il diritto all’obiezione di coscienza per il personale sanitario[63]. Il Ministero della Salute ha quindi adottato una risoluzione che istituisce un comitato interdisciplinare incaricato di predisporre le condizioni per l’esercizio di tale diritto, previo consenso del paziente, stabilendo che i membri del comitato non possano essere obiettori in materia di eutanasia[64].
Nel settembre 2024, il Senato ha organizzato un corso di formazione sulla libertà religiosa rivolto ai leader religiosi, finalizzato ad affrontare le loro principali preoccupazioni[65], e ha conferito onorificenze ad alcune autorità religiose[66].
La Chiesa cattolica continua a rappresentare un attore fondamentale del panorama nazionale. Essa è membro, insieme al Consiglio Ecumenico delle Chiese[67], del tavolo di dialogo tra il governo e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) ed ha inoltre svolto un ruolo rilevante nei negoziati tra il governo e la “Segunda Marquetalia”, fazione dissidente delle FARC guidata da Luciano Marín Arango, alias Iván Márquez. Nel febbraio 2024, le parti hanno annunciato ufficialmente l’avvio di un «processo di dialogo sociopolitico» con l’accompagnamento della Chiesa cattolica e delle Nazioni Unite[68]. Nel giugno 2024, i vescovi si sono riuniti per discutere strategie da adottare di fronte ai conflitti armati in alcune aree del Paese, al fine di offrire risposte concrete per promuovere la pace[69]. In tale occasione, hanno lanciato un appello alla preghiera per la pace e la riconciliazione[70] e condannato la violenza[71].
Nello stesso mese, la Nunziatura Apostolica di Bogotá è stata occupata da un gruppo di indigeni che chiedevano al governo di garantire la sicurezza nei propri territori e il rispetto della vita[72]. Il gruppo ha inoltre sollecitato l’avvio di negoziati con il governo e lo smantellamento dei gruppi paramilitari[73].
Nel 2024, la comunità ebraica ha espresso il proprio apprezzamento per l’Ufficio per gli Affari Religiosi, riconosciuto come spazio di cooperazione e dialogo interreligioso aperto anche alle comunità minoritarie[74]. Tuttavia, nel marzo 2025 è scoppiata una controversia a seguito della nomina, da parte del presidente Petro, di un rabbino alla direzione dell’Ufficio. La polemica è sorta quando è emerso che il rabbino si era dichiarato anti-sionista e che le sue qualifiche rabbiniche risultavano dubbie. Egli ha denunciato quella che ha definito una violazione della propria libertà religiosa, mentre la comunità ebraica ha criticato la nomina, affermando che essa comprometteva le garanzie necessarie per l’esercizio della propria fede[75].
Prospettive per la libertà religiosa
I tribunali della Colombia si confermano tra i più attivi in America Latina nel pronunciarsi su casi riguardanti la libertà religiosa, facendo prevalentemente riferimento al principio della «neutralità dello Stato». Negare ad alcuni cittadini il diritto all’obiezione di coscienza in materia di eutanasia rappresenta una violazione della libertà religiosa e li trasforma, di fatto, in cittadini di seconda classe, con meno diritti rispetto ai loro connazionali. La violenza legata al narcotraffico e ai conflitti con i gruppi guerriglieri costituisce una minaccia particolarmente grave per le popolazioni rurali e per i leader religiosi che difendono le proprie comunità. La Chiesa cattolica svolge un ruolo fondamentale nelle iniziative di pace e di dialogo, oltre a garantire servizi sociali essenziali nelle aree rurali. L’aumento di episodi di violenza e intimidazione contro i leader religiosi deve quindi essere valutato non solo in base alle motivazioni degli aggressori, ma anche in termini dell’impatto sulla comunità, privata di un punto di riferimento spirituale. Nel complesso, il contesto rimane critico e le prospettive per la libertà religiosa nei prossimi due anni appaiono negative.
Fonti