SPAGNA
Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
L’articolo 16 della Costituzione spagnola del 1978 (modificata nel 2011)[1] riconosce e tutela il diritto fondamentale alla libertà di ideologia, religione e culto, sia a livello individuale che collettivo. La principale normativa in materia è rappresentata dalla Legge Organica 7/1980 sulla Libertà Religiosa, integrata da una serie di disposizioni legislative che regolano aspetti specifici di questo diritto[2].
Tra queste si annoverano: il Regio Decreto 594/2015 del 3 luglio, relativo alla Registrazione delle Entità Religiose[3]; il Regio Decreto 932/2013 del 29 novembre, che disciplina il funzionamento del Comitato Consultivo per la Libertà Religiosa[4]; il Regio Decreto 593/2015 del 3 luglio, che regola la dichiarazione di radicamento delle confessioni religiose[5]; e il Regio Decreto 589/1984 dell’8 febbraio, concernente le fondazioni religiose della Chiesa cattolica[6].
Per la sua incidenza indiretta sul diritto alla libertà religiosa, merita menzione anche la Legge Organica 1/2002 del 22 marzo[7] sul diritto di associazione, così come la Legge 50/2002 del 26 dicembre sulle fondazioni, applicabile anche alle fondazioni religiose[8].
Rivestono inoltre particolare rilevanza gli accordi di cooperazione stipulati dallo Stato spagnolo con la Santa Sede[9], nonché quelli conclusi con la Federazione delle Entità Religiose Evangeliche di Spagna (FEREDE) [10], la Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna (FCJE) [11] e la Commissione Islamica di Spagna (CIE) [12].
Il quadro normativo include anche disposizioni riguardanti il diritto del lavoro e la sicurezza sociale[13], la tutela dei minori, l’immigrazione, l’asilo e la protezione sussidiaria, l’esercizio della libertà religiosa nelle Forze Armate, l’istruzione, la protezione giuridica della libertà di coscienza, i reati d’odio contro i sentimenti religiosi e vari aspetti fiscali ed economici[14].
I matrimoni celebrati secondo i riti di confessioni religiose riconosciute come «ben radicate» nell’ordinamento giuridico spagnolo producono effetti civili e possono essere registrati presso il Registro Civile. Analogamente, le dichiarazioni di nullità emesse dai tribunali ecclesiastici o le decisioni pontificie riguardanti matrimoni validamente celebrati ma non consumati possono avere efficacia anche nell’ordinamento civile[15].
Infine, la Legge Organica 2/2010 del 3 marzo, in materia di salute sessuale e riproduttiva e interruzione volontaria di gravidanza[16], e la Legge Organica 3/2021 del 24 marzo, sulla regolamentazione dell’eutanasia[17], riconoscono il diritto all’obiezione di coscienza per gli operatori sanitari che non intendano partecipare a tali procedure.
Tuttavia, alcune questioni restano oggetto di controversia. La possibilità, prevista dalla normativa vigente, di consentire l’interruzione volontaria di gravidanza da parte delle minorenni senza il consenso preventivo dei genitori o tutori legali continua a suscitare ampio dibattito. Con la sentenza STC 92/2024 del 18 giugno 2024, la Corte Costituzionale ha confermato il diritto delle donne a partire dai 16 anni di età di accedere autonomamente all’aborto, stabilendo che tale disposizione non viola il principio di non arbitrarietà dell’azione pubblica, né le prerogative genitoriali in materia di educazione religiosa e morale, né l’obbligo di tutela della vita prenatale[18]. In precedenza, con la sentenza STC 44/2023 del 9 maggio 2023, la Corte aveva respinto un ricorso di incostituzionalità contro la Legge Organica 2/2010 del 3 marzo 2010, che regola l’interruzione volontaria della gravidanza[19].
Allo stesso modo, la Corte Costituzionale ha esaminato i ricorsi relativi alla Legge Organica 3/2021 sull’eutanasia. Con la sentenza STC 19/2023 del 22 marzo 2023, la Corte ha rigettato il ricorso presentato dal partito politico VOX, confermando la conformità della normativa ai principi costituzionali[20].
Nel novembre 2022, il Codice Penale spagnolo[21] è stato modificato per introdurre un nuovo reato di molestie nei confronti delle donne che si recano presso le cliniche per abortire[22]. Sebbene tale disposizione sia stata confermata dalla Corte Costituzionale[23], essa ha sollevato dubbi circa un possibile conflitto con la libertà di coscienza e di religione dei manifestanti che esprimono il proprio dissenso di fronte a tali strutture. In passato, alcune autorità amministrative avevano già imposto restrizioni alle manifestazioni, limitandole a modalità non visibili dagli ingressi delle cliniche — le cosiddette «proteste invisibili»[24].
La Spagna è parte di numerosi trattati internazionali a tutela della libertà religiosa, che trovano applicazione anche nel diritto interno[25].
Infine, il Regio Decreto 204/2024 del 27 febbraio 2024 ha riformato la struttura amministrativa competente in materia, istituendo una Direzione Generale per i Rapporti con le Confessioni Religiose all’interno del Ministero della Presidenza, giustizia e relazioni con le Corti. Questa modifica, che ha comportato l’elevazione della precedente Sottodirezione Generale per la Libertà Religiosa, risponde a una richiesta di lungo corso da parte di diverse comunità religiose, favorevoli a un ritorno all’assetto amministrativo previgente[26].
Episodi rilevanti e sviluppi
Nel periodo in esame si sono verificati gravi episodi di violenza con una dimensione religiosa.
Il 25 gennaio 2023, un sacrestano è stato ucciso ad Algeciras in un presunto attacco jihadista, nel quale sono rimasti feriti anche un religioso salesiano e un cittadino marocchino, erroneamente ritenuto un convertito dall’aggressore[27].
Il 7 luglio 2023, un uomo ha colpito un sacerdote a Santiago de Compostela e ha tentato di accoltellarlo con una penna mentre distribuiva la Comunione, inveendo contro la Chiesa e la Conferenza episcopale[28].
L’episodio più grave si è verificato a Gilet, in provincia di Valencia, dove un uomo ha fatto irruzione in un monastero gridando «Sono Gesù Cristo» e ha aggredito quattro frati, uccidendone uno. L’autore dell’attacco, affetto da disturbi psichiatrici, aveva precedenti penali[29].
Il processo di rimozione dei simboli religiosi dagli spazi pubblici, promosso nell’ambito della Legge sulla Memoria Democratica, è proseguito nel periodo in esame[30]. Un caso emblematico si è verificato il 4 gennaio 2023 a Castellón de la Plana, dove le autorità locali hanno ordinato la rimozione di una croce situata nel Parco Ribalta, ritenendola un simbolo «franchista»[31]. Un episodio analogo è stato segnalato a Monforte del Cid, nella provincia di Alicant[32] e. Tuttavia, una sentenza del Tribunale Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana ha stabilito che, con il trascorrere del tempo, tali croci hanno perso ogni legame con la promozione del regime franchista e devono essere considerate meri simboli religiosi, la cui rimozione risulterebbe quindi illegittima[33].
Numerosi episodi di profanazione hanno colpito luoghi di culto cattolici e l’Eucaristia. Il 7 febbraio 2023, un tabernacolo è stato rubato da una chiesa a Sieteiglesias, nella regione di Madrid[34]. Altri episodi analoghi si sono verificati nella chiesa di San Cipriano a Cobeña (Madrid) [35] e nella cappella di un ospedale a Cadice[36].
In occasione della Giornata Internazionale della Donna (8 marzo), alcune chiese cattoliche sono state oggetto di atti vandalici da parte di gruppi femministi. A Sabadell, presso la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria, manifestanti hanno affisso manifesti sulle porte e dipinto di viola l’ingresso mentre i fedeli erano raccolti in preghiera[37]. Anche luoghi di culto musulmani sono stati presi di mira: il 7 agosto 2023, un gruppo di estremisti di ispirazione neonazista ha fatto irruzione in una moschea durante la preghiera, urlando insulti e minacce[38].
Secondo un rapporto del Ministero dell’Interno, nel 2023 i crimini d’odio legati all’antisemitismo sono aumentati del 76,92 percento, mentre quelli legati alle credenze o pratiche religiose sono cresciuti del 17,02 percento[39]. L’antisemitismo ha registrato un’impennata a seguito degli attacchi perpetrati in Israele il 7 ottobre 2023. La Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna (FCJE) ha denunciato numerose aggressioni fisiche e verbali contro ebrei e simpatizzanti di Israele, sia in ambito scolastico sia per strada o online[40], nonché atti vandalici contro proprietà private. A Barcellona, il 17 aprile 2023, sulla facciata della sinagoga Maimonide è comparso lo slogan «Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera. Solidarietà con il popolo palestinese»[41]. Episodi simili sono stati documentati anche a Madrid[42] e Melilla[43]. La FCJE ha tuttavia espresso apprezzamento per l’operato delle forze di sicurezza, definendolo «molto soddisfacente». In risposta al fenomeno, è stato elaborato un Piano Nazionale contro l’Antisemitismo, in linea con le direttive della Commissione Europea[44].
Nel novembre 2023, è stato registrato un caso controverso di arresto per preghiera pubblica: una donna è stata fermata mentre recitava il rosario davanti alla Chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Madrid, situata nei pressi della sede del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE). Secondo le autorità, l’arresto era motivato dal mancato rispetto delle tempistiche procedurali per la richiesta di autorizzazione alla manifestazione, ma la giustificazione è stata contestata dagli organizzatori. Nonostante ciò, la preghiera continua a svolgersi quotidianamente sul marciapiede antistante la parrocchia[45].
Infine, resta particolarmente problematica la gestione del conflitto tra libertà di espressione artistica e tutela dei sentimenti religiosi. Sebbene in alcuni casi le manifestazioni artistiche abbiano suscitato polemiche per finalità provocatorie o di ricerca di visibilità, molte espressioni hanno causato gravi offese nei confronti dei credenti — in particolare cristiani. In un episodio televisivo, un conduttore ha mostrato un poster del Sacro Cuore di Gesù con la testa di una mucca, suscitando indignazione nella comunità cristiana per l’oltraggio ai simboli sacri[46]. Tra gli esempi più ricorrenti si segnalano le chirigotas (canti umoristici del carnevale di Cadice), durante le quali figuranti travestiti da vescovi distribuiscono la comunione in modo satirico[47]. Simboli religiosi cristiani sono stati inoltre oggetto di derisione in mostre artistiche[48] o vignette pubblicate su riviste satiriche[49].
Nel periodo considerato, si sono moltiplicati i conflitti tra la libertà religiosa e altri diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione. Nonostante la modifica del Codice Penale spagnolo per criminalizzare le molestie nei confronti delle donne che si recano presso le cliniche per l’interruzione volontaria di gravidanza, la libertà di espressione non viene riconosciuta a coloro che si oppongono all’aborto. In questo contesto, la Spagna si trova in una situazione paradossale: le veglie silenziose di preghiera davanti alle cliniche per l’aborto sono state considerate illegali, mentre azioni provocatorie di gruppi femministi radicali come Femen, anche a seno nudo, sono state tollerate senza conseguenze giuridiche. Il 2 giugno 2023, attiviste hanno manifestato con scritte sul corpo come «Tu non preghi, molesti»[50]; in un altro episodio, il 31 marzo 2023, alcune donne hanno insultato i fedeli all’ingresso della chiesa di Santa María del Remedio, a Barcellona, in reazione all’invito del parroco a partecipare alla campagna di preghiera “40 giorni per la vita” [51].
Il 17 settembre 2024, il Governo spagnolo ha proposto l’abrogazione dell’articolo 525, comma 1[52], del Codice Penale, che sanziona l’offesa ai sentimenti religiosi. La misura è parte della Sezione 2.4.3 del “Piano d’Azione per la Democrazia” [53], che mira a una riforma generale degli articoli che potrebbero incidere sulla libertà di espressione e di creazione artistica, tra cui i reati contro le istituzioni statali, l’oltraggio pubblico e l’offesa alle convinzioni religiose[54]. La proposta ha suscitato la reazione delle principali confessioni religiose del Paese, che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta denunciando la misura come una lesione del diritto fondamentale alla libertà religiosa[55].
Le restrizioni all’utilizzo degli spazi pubblici per finalità religiose sono proseguite. Il 29 maggio 2023, il Comune di Madrid ha vietato l’evento pubblico “Pregare per la Spagna”. Simili limitazioni sono state segnalate anche in altri contesti locali[56].
La libertà religiosa continua a incontrare ostacoli anche nell’ambito del diritto alla costruzione e all’utilizzo di luoghi di culto. In alcuni casi, le amministrazioni locali hanno introdotto vincoli specifici. Ad esempio, il Piano Generale Urbanistico di Lorca (Murcia) vieta l’uso dei piani terra degli edifici come luoghi di culto e impone che questi siano ubicati esclusivamente in strutture dedicate, limitando così le possibilità per comunità religiose meno strutturate di avere spazi di preghiera[57].
Resta inoltre irrisolta la questione del riconoscimento del diritto d’asilo o della protezione sussidiaria per motivi di persecuzione religiosa. Le prassi amministrative del Ministero dell’Interno e la giurisprudenza nazionale non garantiscono un’adeguata tutela per i credenti perseguitati nei Paesi di origine. Il 5 novembre 2023, ad esempio, alcuni cittadini cinesi di fede cristiana, perseguitati in patria, si sono visti negare l’asilo e sono stati espulsi, esponendoli a gravi rischi per la loro incolumità[58].
Infine, nell’ottobre 2023, il Difensore civico spagnolo ha pubblicato il “Rapporto sugli abusi sessuali nel contesto della Chiesa cattolica e sul ruolo delle autorità pubbliche”[59]. L’indagine ha contribuito a fare luce su gravi crimini di abuso sessuale su minori all’interno della Chiesa cattolica. Tuttavia, il rapporto ha suscitato perplessità per il suo approccio selettivo, in quanto limitato esclusivamente ai casi legati alla Chiesa, senza includere altre istituzioni religiose o contesti sociali. Secondo i dati presentati, fino all’1,13 percento della popolazione adulta spagnola ha dichiarato di essere stata vittima di abusi da parte di membri del clero o di laici legati alla Chiesa, mentre l’11,7 percento ha riferito di aver subito forme di abuso sessuale in altri contesti[60].
Il Rapporto sopra citato è stato presentato al Parlamento il 27 ottobre 2023[61]. Il 23 aprile 2024, il governo ha annunciato un piano per dare attuazione alle raccomandazioni contenute nel documento[62]. Alcuni partiti politici, noti per le loro posizioni critiche verso la Chiesa, hanno proposto la creazione di una sottocommissione parlamentare per affrontare il tema degli abusi, limitando tuttavia l’ambito d’indagine ai soli casi avvenuti in ambito ecclesiale[63].
La Conferenza episcopale spagnola ha risposto sottolineando il proprio impegno nella prevenzione e nel contrasto agli abusi. Secondo Carlos López Segovia, sottosegretario per gli Affari generali della Conferenza, «la Chiesa spagnola è all’avanguardia nella lotta contro gli abusi». La Chiesa ha riferito di aver formato 152.000 adulti e 103.000 minori al riconoscimento e alla denuncia di potenziali casi, e ha sottolineato che le misure adottate hanno portato a una graduale e costante diminuzione degli episodi[64]. Davanti alla Commissione d’inchiesta del Parlamento catalano, López Segovia ha ribadito che tali episodi[65] non rappresentano la realtà generale della società spagnola.
Un ulteriore ambito critico riguarda la mancanza di tutela della libertà religiosa da parte dei tribunali in caso di controversie familiari. In due sentenze rilevanti, la Corte costituzionale ha accolto la posizione di un genitore contrario alla trasmissione di valori religiosi al figlio. Con la sentenza STC 5/2023 del 20 febbraio 2023, la Corte ha accolto il ricorso di un padre contrario al battesimo e all’educazione religiosa del figlio[66]. Con la sentenza STC 26/2024 del 14 febbraio 2024, ha stabilito che, in caso di disaccordo tra genitori, debba prevalere il criterio della “neutralità” nella scelta dell’istituto scolastico, privilegiando una scuola non confessionale[67].
La violazione più significativa della libertà religiosa si riscontra tuttavia nella sentenza STC 132/2024 del 4 novembre 2024[68]. In tale decisione, la Corte costituzionale ha accolto il ricorso di una donna esclusa dalla Confraternita di La Laguna, i cui statuti prevedevano l’ammissione esclusiva di uomini. La sentenza ha annullato una precedente decisione della Corte Suprema, che aveva riconosciuto la legittimità del regolamento interno della confraternita, e ha introdotto un principio che rischia di compromettere l’autonomia delle confessioni religiose e la loro libertà di autorganizzazione, riconosciute dalla normativa vigente.
Nei programmi elettorali dei principali partiti che hanno partecipato alle elezioni generali del 2023[69], i riferimenti alla religione e alla libertà religiosa sono risultati pressoché assenti. Un’eccezione significativa è rappresentata dalla proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati il 12 giugno 2024 per escludere dal finanziamento della cooperazione allo sviluppo i Paesi che non rispettano la libertà religiosa dei cristiani[70].
Prospettive per la libertà religiosa
La libertà religiosa in Spagna è formalmente garantita dalle autorità e dal quadro normativo. Tuttavia, persistono diverse criticità, alcune delle quali si ripresentano ciclicamente e sembrano, al momento, prive di soluzione. La principale riguarda la scarsa considerazione attribuita alla religione e alla libertà religiosa da ampi settori della società, dalla maggior parte dei partiti politici, dai media e, talvolta, anche dall’amministrazione pubblica.
Questo atteggiamento contribuisce ad accentuare problematiche preesistenti, tra cui decisioni politiche e giudiziarie che, in nome di un’estesa tutela della libertà di espressione e della creazione artistica, tendono a limitare — se non a contraddire — il rispetto del sentimento religioso e la libertà di religione stessa. Rientrano in questo contesto le proposte di depenalizzazione dei reati contro i sentimenti religiosi, promosse nonostante l’opposizione unanime delle comunità religiose. Desta inoltre preoccupazione il rischio che la libertà di espressione venga limitata proprio quando è legata alla manifestazione delle convinzioni religiose.
Un ulteriore ambito critico è rappresentato dalla debole tutela della libertà religiosa nelle controversie familiari, specialmente nei casi in cui i valori secolari risultano prevalenti nei conflitti legati all’affidamento dei figli. Vescovi, sacerdoti e religiosi — così come i luoghi di culto — continuano ad essere oggetto di attacchi, tanto fisici quanto simbolici, mentre le autorità e una parte rilevante dell’opinione pubblica sembrano spesso insensibili ai messaggi di odio che tali episodi veicolano nei confronti dei credenti.
Infine, preoccupa la tendenza a sacrificare il principio di autonomia delle confessioni religiose in nome delle rivendicazioni di genere, spesso considerate prevalenti rispetto alla tutela del nucleo essenziale della libertà religiosa.
Nonostante queste problematiche, le prospettive per la libertà religiosa in Spagna restano nel complesso relativamente stabili, e non si prevedono mutamenti sostanziali nel breve periodo.
Fonti