URUGUAY
Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
L’articolo 5 della Costituzione dell’Uruguay[1] garantisce la libertà religiosa e sancisce una netta separazione tra le organizzazioni religiose e lo Stato. Riconosce inoltre alla Chiesa cattolica la proprietà di tutti i luoghi di culto «costruiti interamente o parzialmente con fondi del Tesoro Nazionale, con la sola eccezione delle cappelle destinate all’uso di orfanotrofi, ospedali, carceri o altri enti pubblici».
Il medesimo articolo esonera i gruppi religiosi «da ogni tipo di imposta» sui luoghi di culto, a condizione che venga presentata un’apposita richiesta al Ministero dell’Educazione e della Cultura e che questa sia accolta. La Legge n. 12.802 concede inoltre ulteriori esenzioni fiscali alle diocesi cattoliche[2].
L’articolo 68 della Costituzione garantisce la libertà d’insegnamento e stabilisce che i genitori o tutori abbiano il diritto di scegliere la scuola per i propri figli o affidati[3]. Questo principio è ribadito dalla Legge generale sull’educazione n. 18.437[4], che conferma il diritto alla libertà d’insegnamento (articolo 10) e stabilisce che l’istruzione pubblica debba ispirarsi al principio della laicità (articolo 15). Nelle scuole statali non è previsto l’insegnamento religioso[5], sebbene la normativa non vieti che esso avvenga in contesti non statali[6].
Il Codice penale vieta l’istigazione all’odio, sia attraverso il disprezzo o la violenza morale o fisica, sia mediante atti di violenza motivati da ragioni religiose (articolo 149). Sono inoltre sanzionati gli atti contro i luoghi di culto, la distruzione di oggetti religiosi e l’impedimento allo svolgimento di cerimonie religiose (articoli 304 e 305) [7]. L’articolo 306 punisce gli insulti rivolti a membri del clero o a persone che professano un credo religioso[8].
La Legge n. 18.987 sull’interruzione volontaria di gravidanza prevede, all’articolo 10, che le istituzioni possano sollevare obiezione all’esecuzione di aborti, ma impone loro di concordare con il Ministero della Sanità Pubblica modalità che garantiscano agli utenti del Sistema Nazionale Integrato di Salute l’accesso alle prestazioni previste dalla legge. L’articolo 11 tutela anche il diritto all’obiezione di coscienza da parte di medici e operatori sanitari, riconoscendo loro la possibilità di rifiutare la partecipazione a tali procedure[9].
L’articolo 11 della Legge sull’aborto conferma il diritto dei medici e degli operatori sanitari a rifiutare la partecipazione alle procedure per motivi di obiezione di coscienza[10]. L’articolo 40 del Codice di Deontologia Medica, che ha valore di legge, riconosce tale diritto rispetto all’interruzione volontaria di gravidanza per convinzioni personali, imponendo tuttavia l’obbligo di indirizzare la paziente ad altri colleghi. L’articolo 41 applica lo stesso principio alla sterilizzazione[11].
Nel settembre 2021 è stato promulgato un Codice di Etica e Condotta Militare, accompagnato dal Regolamento dei Tribunali Etici Militari. Entrambi i testi includono disposizioni che consentono al personale militare di agire secondo coscienza (articolo 10b) [12].
In Uruguay, le festività religiose non sono indicate con i loro nomi cristiani tradizionali. Il Natale è designato come «Giornata della Famiglia», l’Immacolata Concezione come «Giornata della Spiaggia» e la Settimana Santa come «Settimana del Turismo»[13]. Nel 2018 è stata istituita la «Giornata della Laicità» (Día de la laicidad) [14]. Nel 2020, per la prima volta, la popolazione priva di affiliazione religiosa ha superato quella cristiana, rendendo l’Uruguay l’unico Paese delle Americhe senza una maggioranza cristiana[15].
Attualmente sono in esame due progetti di legge volti a rafforzare la tutela della libertà religiosa. Il primo, incentrato sulla libertà di coscienza e di ideologia, è stato presentato nel 2015, ma risulta bloccato dal 2020[16] [17]. Il secondo, relativo al diritto delle minoranze religiose di osservare le proprie festività, è stato approvato dal Senato nel 2024[18].
Episodi rilevanti e sviluppi
Nel periodo considerato, si sono registrati alcuni sviluppi significativi in materia di libertà religiosa.
Il governo del presidente uscente Luis Lacalle Pou ha condannato in modo esplicito l’Olocausto e l’antisemitismo. Nel gennaio 2023, in occasione della Giornata della Memoria delle Vittime dell’Olocausto[19], ha diffuso una dichiarazione ufficiale a favore della tolleranza[20]. L’anno successivo ha preso parte a una commemorazione della Notte dei Cristalli, ricordando i pogrom antisemiti del regime nazista[21].
Nel marzo 2023, il Dipartimento per la Libertà Religiosa dell’Unione uruguaiana ha presentato al Ministero dell’Educazione e della Cultura (MEC) una richiesta di riprogrammazione dell’esame di abilitazione per insegnanti, per evitare sovrapposizioni con l’osservanza del sabato da parte della comunità avventista. Il MEC ha accolto la richiesta, fissando le date dell’esame 2025 al 26 e 27 febbraio, nel rispetto del diritto alla libertà religiosa[22].
Nell’aprile 2023, ignoti hanno vandalizzato la chiesa parrocchiale di San Pedro, nella città di Durazno, distruggendo immagini religiose provenienti dall’Italia e risalenti a oltre cento anni fa[23].
Nel novembre 2023 si è svolta per la quinta volta la «Notte dei Templi», durante la quale diverse confessioni religiose hanno aperto le proprie sedi per presentare il proprio patrimonio. Hanno partecipato la Chiesa cattolica, quella anglicana, le Chiese evangeliche e la comunità ebraica[24].
Nel dicembre 2023, il Consiglio dei salari per il settore alimentare ha, oltre ad aggiornare le retribuzioni, concordato di vietare la discriminazione, anche su base religiosa[25].
A seguito degli attacchi terroristici di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, in Uruguay si è registrato un aumento delle espressioni antisemite, comprese svastiche, slogan e minacce rivolte a studenti ebrei in istituti scolastici[26] [27] e a un memoriale dell’Olocausto[28]. Nel marzo 2024, il Comitato Centrale Israelita dell’Uruguay (CCIU) ha denunciato cinque donne che, durante la marcia dell’8 marzo per la Giornata Internazionale della Donna, portavano un’immagine raffigurante una testa di donna mozzata infilzata su una lancia. Sulla testa era visibile la Stella di Davide, simbolo religioso ebraico. Gli organizzatori hanno difeso l’atto come espressione artistica, ma un rappresentante del CCIU ha dichiarato che «l’espressione artistica e la libertà di parola hanno anch’esse dei limiti, e il limite è l’offesa verso gli altri»[29].
Nel marzo 2024, l’Istituto Nazionale per i Diritti Umani e il gruppo di lavoro del Difensore civico sulle religioni afro-discendenti hanno organizzato un incontro sul tema della discriminazione subita dai praticanti dell’Umbanda e di altre religioni afro-discendenti nel Paese[30].
Nell’aprile 2024, l’Ufficio Statale di Intelligence Strategica, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine e il Congresso Ebraico Latinoamericano hanno promosso una tavola rotonda sulla sensibilizzazione e il rafforzamento delle capacità per affrontare l’estremismo violento legato alla xenofobia, al razzismo e all’odio religioso[31].
Nel luglio 2024 ha compiuto un passo avanti il progetto di legge sulle «Festività delle minoranze religiose: diritto all’osservanza»[32], approvato dal Senato[33]. Tale legge riconosce le linee guida internazionali sul diritto a celebrare le festività religiose, applicandole a tutti i gruppi religiosi. Stabilisce inoltre che tale diritto debba essere rispettato nei luoghi di lavoro, sia pubblici che privati. Il CCIU e la Chiesa Avventista del Settimo Giorno hanno sostenuto il progetto[34], mentre gruppi afro-discendenti ne hanno criticato l’uso del termine «minoranza», ritenendolo condiscendente, e hanno fatto notare che molti cattolici – pur non essendo considerati una minoranza – non frequentano quasi mai la Chiesa. I critici hanno sostenuto che i gruppi afro-discendenti e indigeni sono stati perseguitati per secoli e hanno accusato il progetto di perpetuare festività discriminatorie[35]. Il partito Frente Amplio si è opposto all’approvazione, affermando che, dal proprio punto di vista, «lo Stato laico è il miglior garante» in questa materia, e che pertanto non dovrebbero esistere festività religiose, né per le minoranze né per la maggioranza. In risposta, il senatore Javier García ha sostenuto che l’Uruguay confonde spesso laicismo (laicismo in senso ideologico) con laicità (neutralità dello Stato rispetto alla religione), aggiungendo che la religione fa parte del DNA dello Stato[36].
Nell’agosto 2024, la Segreteria per i Diritti Umani ha commemorato la Giornata delle Vittime della Violenza Religiosa, con l’obiettivo di ricordare le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della libertà religiosa e del rispetto di tutte le credenze[37].
Nell’ottobre 2024, l’Uruguay ha partecipato al 23° Congresso Latinoamericano sulla Libertà Religiosa, tenutosi presso l’Università di Notre Dame negli Stati Uniti. In tale occasione, la senatrice Carmen Asiaín Pereira ha presentato un rapporto incentrato sulle principali sfide e sugli sviluppi relativi alla libertà religiosa nel Paese[38].
Nel novembre 2024, un gruppo di genitori ha accusato la direttrice di una scuola rurale di aver violato il principio di laicità. Secondo la denuncia, la dirigente scolastica avrebbe costretto i bambini a pregare e vietato loro di giocare a calcio, affermando che «lo sport è opera del demonio»[39].
Nello stesso mese, la Conferenza Episcopale ha rivolto un saluto al presidente e alla vicepresidente eletti, Yamandú Orsi e Carolina Cosse, dichiarando che la Chiesa cattolica in Uruguay intendeva «prendersi cura dell’anima del nostro popolo». I vescovi hanno auspicato una società più giusta e solidale, in cui ogni persona possa condurre una vita piena di significato e aperta alla trascendenza[40].
Nel gennaio 2025, un membro della Chiesa Avventista del Settimo Giorno ha intentato una causa contro l’Università della Repubblica, rivendicando il diritto a non sostenere esami di sabato, giorno sacro per la sua confessione[41].
Prospettive per la libertà religiosa
Il periodo in esame è stato segnato da un aumento delle espressioni antisemite, nonostante l’impegno del governo nel partecipare alle commemorazioni dell’Olocausto e nel condannare i discorsi d’odio. La laicità continua a rappresentare un elemento identitario fondamentale per l’Uruguay e costituisce ancora oggetto di dibattito pubblico, soprattutto nei settori dell’istruzione e della sfera civile. Tuttavia, non sono mancate iniziative volte a promuovere la libertà di credo e il rispetto interreligioso. Nel complesso, la situazione è rimasta stabile e le prospettive per la libertà religiosa non hanno subito variazioni significative.
Fonti